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ISLAM
  1. Breve Panoramica
  2. Domande e Risposte sull'Islam
    I musulmani celebrano il compleanno di Maometto?
    Come condividere la mia fede in Gesù con un amico musulmano?
    Potete aiutarmi a comprendere la Forma Mentis islamica?
    Che implicazioni ci sono nel contrarre matrimonio con un musulmano?
    Che cosa credono i musulmani riguardo a Gesù?
  3. I Principali Punti di Divergenza con i Musulmani
   

POTETE AIUTARMI A COMPRENDERE LA FORMA MENTIS ISLAMICA?

Forse anche tu, come me, hai avuto difficoltà a comprendere cosa sia a far scattare un musulmano. Nonostante tutti gli aspetti comuni all'Islam e al Cristianesimo, i musulmani sembrano trovarsi su un'altra lunghezza d'onda. Le similitudini sono infatti per lo più solo superficiali: scendendo in profondità siamo diversissimi. La spiegazione di queste risiede, a mio parere, nella visione che i musulmani hanno del mondo.

Troviamo la chiave al modo islamico di vedere il mondo nella stessa parola "Islam". È un parola araba, un nome verbale il cui significato i musulmani amano dichiarare essere "sottomissione" (infatti, poi, il termine "musulmano" significa "colui che si sottomette"). L'importanza di questo termine risiede nel fatto che, attraverso di esso, il musulmano interpreta quale sia il rapporto di Dio con l'uomo, dal punto di vista di Dio stesso. La forma verbale è di solito usata per intendere un uomo che, sconfitto, deponga le armi: egli "fa la pace" o "si sottomette". Lo stesso concetto si può ricavare dai più frequenti sinonimi presenti nel Corano dei termini "Dio" e "uomo": Rabb (Signore) e 'abd (schiavo). Cinque volte al giorno il musulmano deve rivolgersi a Dio come "Signore dei mondi", secondo la formula trovata nella prima sura (n.d.t. "capitolo") del Corano, e deve prostrarsi a terra come Suo "schiavo".

I cristiani noteranno subito che anche nella Bibbia ci sono importanti riferimenti al concetto di "sottomissione" a Dio (cfr. Giacomo 4:7); esso è in effetti al centro dell'insegnamento di Gesù riguardo all'essere discepoli e riguardo al regno di Dio. Dobbiamo tuttavia specificare che il concetto biblico di sottomissione è ben diverso da quello del Corano. E questo semplicemente perché si basa su presupposti completamente diversi.

Per evidenziare alcune delle differenze, notiamo che l'Islam spiega l'attuale separazione dell'uomo da Dio come causata non dalla natura peccaminosa dell'uomo, ma dalla natura trascendentale di Dio. Dio è "del tutto estraneo", o "del tutto separato, diverso", e quindi, in generale, è inconoscibile; Egli non si "rivela" agli uomini. In altri termini, la nostra condizione attuale è normale. Gli esseri umani sono, in definitiva, "buoni e puri", seppure "deboli" e "smemorati" (Nel giardino dell'Eden Adamo si è semplicemente dimenticato il comandamento di Dio). Gli esseri umani peccano, ma hanno la facoltà morale di non farlo, e di compiere, quindi, il Bene. Ciò di cui necessitano è una guida. Questa guida è stata offerta da Dio nel Corano e nelle tradizioni islamiche, che, secondo i musulmani, sono la vera e propria "Legge di Dio". Il fine di tutto questo era la creazione di un nuovo ordine sociale, basato sulla legge divina. Per il musulmani questo nuovo ordine ha preso vita nel 622 d.C., anno in cui Maometto ha istituito la prima comunità islamica.

Per essere esaurienti, si dovrebbero trattare molteplici altri fattori, di carattere sia storico che ideologico. È evidente, però, che il cuore dell'incompatibilità nella visione del mondo tra Islam e Cristianesimo risiede nella visione utopica della natura umana; questa è infatti la sua pietra d'inciampo. Quanto realistica è invece, a confronto, la Bibbia, secondo la quale il problema della separazione non consiste nella trascendenza di Dio, ma nella natura peccaminosa dell'uomo. L'uomo assolutamente non ha una facoltà morale che lo renda capace di non peccare: egli è schiavo del peccato. Una semplice "guida" non è sufficiente a trasformale l'essere umano in una creatura sottomessa. Il messaggio della Bibbia è che solamente Dio può attuare una trasformazione di questo genere! Egli lo ha già fatto attraverso Gesù Cristo (Ro 8:3-4).

   

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