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CHE IMPLICAZIONI CI SONO NEL CONTRARRE MATRIMONIO CON UN MUSULMANO? Può darsi che una cara amica (uso il femminile “amica” perché la maggioranza dei casi riguarda le donne) o una parente stia prendendo in considerazione la possibilità di sposarsi con un musulmano. Che cosa le se deve dire, in questo caso? Può darsi che lei abbia già deciso di sposarlo. Lui è così carino e gentile, un vero gentiluomo e una persona colta. Se ne sentono tante di “storie dell’orrore” su questi matrimoni misti, ma di sicuro ci saranno anche delle unioni ben riuscite. È importante comunque che lei comprenda bene ciò che sta per fare. Dovrebbe, prima di tutto, tenere a mente che, volente o nolente, tutti i matrimoni coi musulmani sono condizionati dalla legge islamica, qualunque sia il paese di residenza. Bisogna ammetterlo: l’Islam non è soltanto una fede; è un modo di vivere governato dalla legge islamica. Il musulmano è obbligato a vivere secondo i valori ed i precetti di questa legge, ovunque risieda. Credetemi, la legislazione concernente il matrimonio e la famiglia è molto ampia, e in base ai parametri occidentali, penalizza molto la donna, soprattutto se non è musulmana. Posso solo citare alcune informazioni basilari. La legge islamica considera la donna inferiore all’uomo; è sempre soggetta ad un responsabile di sesso maschile, sia esso il padre, il fratello o il marito. La donna vale la metà di un uomo, quando si tratta di soldi dati per “comprare il silenzio”, eredità o la sua testimonianza in tribunale. Un uomo musulmano può avere fino a quattro mogli. Può sposare una persona non musulmana, a patto che appartenga al “popolo del Libro” (vale a dire cristiana o ebrea), cosa che invece non è possibile per la donna musulmana. I figli nati da un matrimonio misto di questo tipo appartengono al marito e devono essere allevati nella fede musulmana (ecco perché una donna musulmana non può sposare un non-musulmano). In sostanza, la donna non ha gli stessi diritti del marito. Noterete che ho focalizzato sul matrimonio in termini della legge islamica, piuttosto che sulle usanze. Le usanze possono variare da paese a paese ma una cosa è certa: qualsiasi musulmano cresciuto in una società musulmana si sentirà più o meno obbligato a contrarre matrimonio in conformità alla legge islamica. Questo è un elemento fondamentale che chiunque intenda sposare un musulmano farebbe bene a tenere a mente. Ecco alcuni suggerimenti pratici che possono essere utili per aiutare la persona a far chiarezza. Prima di tutto, dovrebbe chiedere al pretendente se ha già una moglie al suo paese o da qualche altra parte. A volte la moglie viene lasciata al paese per varie ragioni, e quindi l’uomo ne vuole avere un’altra in questo paese per avere compagnia. Dovrebbe anche cercare di sapere che cosa si aspetta da lei. Non bisogna ipotizzare nulla! Un collega consiglia di chiedere: che ne sarà dei nostri figli? Devono essere allevati nella fede musulmana? Sarò libera di portarmeli in chiesa? Potranno decidere per conto loro? Dovrebbe anche chiedere informazioni sulla sua famiglia: che cosa si aspettano da me (e da lui)? A questo riguardo, è essenziale che, prima del matrimonio, lei si rechi nel paese del pretendente per conoscere in prima persona la famiglia. Dovrebbe sapere che per tradizione, la famiglia musulmana, soprattutto la suocera, esercita un notevole controllo sociale sulla moglie del figlio. Infine, se arriva a sposarsi, sarà meglio che si adegui allo stile di vita musulmano. Non dovrebbe pensare che una volta sposata, potrà cambiare le cose, o cambiare lui; non ci riuscirà. Andrà incontro a contrasti e litigi. E nel caso di un eventuale divorzio, dovrebbe sapere che il paese del marito, trattandosi di un paese islamico, non riconoscerà le sue rivendicazioni sui figli a meno che lei non sia musulmana. | ||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
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